Petaloso e la rivincita della lingua italiana

Fino a ieri nessuno me aveva sentito parlare, oggi parlano tutti di “petaloso”.
Un breve riassunto per chi non ne sapesse nulla.
Durante un compito sugli aggettivi un bambino di terza elementare, Matteo, ha usato petaloso per descrivere un fiore. La maestra, invece di semplicemente correggerlo per l’errore perché l’aggettivo petaloso non esiste, ha scritto all’Accademia della Crusca.
L’Accademia ha risposto e ieri la lettera è diventata virale sui social network. L’Accademia della Crusca spiegava a Matteo che petaloso era una bella parola ed era costruita correttamente: petalo + oso = con tanti petali (come peloso), ma che non bastava questo per inventare una nuova parola. Per aggiungere un nuovo lemma nel dizionario italiano un neologismo deve essere diffuso e usato da tutti o molti.
La reazione alla risposta è stata fantastica! Post, tweet, condivisioni tutti con la parola petaloso, tanto da farla diventare trendig topic su Twitter.
Spero che questa storia abbia insegnato qualcosa a Matteo e ai suoi compagni ma anche a tanti di coloro che anche solo per gioco hanno scritto qualcosa con l’aggettivo petaloso.
Per quello che mi riguarda mi ha fatto riflettere. Sempre di più, soprattutto in ambito lavorativo, siamo portati a costruire frasi con termini inglesi o inglesizzati a volte non c’è alternativa, altre solo perché “fa figo”. Sarebbe bello se invece di matchare, flaggare &Co ci fosse un mondo più petaloso per tutti…

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